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Il perchè di una devozione
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C'è una vasta zona di territorio, a cavallo tra
l'Abruzzo, il Molise ed il Lazio, dove è molto forte e sentita la devozione
popolare per S.Domenico Abate. Una
devozione che si esprime con atti, gesti e riti diversi, ed è tesa soprattutto
alla ricerca della giusta forma per manifestare gratitudine al Santo, per
l'assistenza in vari momenti della vita da parte di gente semplice.
I riti
legati alla devozione a S.Domenico scandiscono vari momenti dell'anno solare, In
particolare la festa del 22 agosto, giorno nel quale se ne ricorda la
santificazione.
Alla vigilia della festa si assiste sempre con grande
commozione all'abbraccio dei fratelli locali con quelli di Fornelli, originato
da un gemellaggio spirituale e da un' affiliazione delle due
confraternite.
Tale gemellaggio non trova un'origine critica.
C'è chi propende per l'emigrazione di qualche famiglia o gruppo villalaghese in
Fornelli, e che avrebbe fatto conoscere il culto di S.Domenico. I fornellesi
invece fanno risalire la loro devozione verso il Santo ad un miracolo che
commosse tutto il popolo:
"C'era un uomo "arrabbiato", il quale sentì parlare della
vita taumaturgica del santo e si mise in viaggio... Era d'inverno. Giunto alle
montagne d'Abruzzo avrebbe perso il sentiero, se sulle candide nevi non avesse
visto l'impronta (la 'pedata') di due piedi umani. Seguendo tale pedata giunse
miracolosamente a Villalago e ricevette la guarigione. Di ritorno a Fornelli
tutto il popolo si commosse e d'allora iniziò annualmente il pellegrinaggio dei
fornellesi al santuario del santo."
Secondo la tesi maggioritaria, all'origine della devozione ci sarebbe
l'influenza benedettina, in particolare quella della Badia di San Vincenzo,
determinante per la costruzione dell'identità storica e canonica del paese. I
fornellesi personificano nella devozione a
S.Domenico la propria riconoscenza nei confronti del monachesimo
benedettino.
Dopo l'anno mille, a seguito di richieste da parte del monastero
di S.Vincenzo al Volturno, dalla diocesi di Valva, molte famiglie si spostarono
nella zona del Molise occidentale. Tra i centri che sorsero, ci fu Fornelli.
Questi nuovi abitanti importarono il culto di
S.Domenico Abate
Il pellegrinaggio è l'atto di estrema
sottomissione che si manifesta nel ripercorrere con dolore e fatica il tragitto
che il Santo monaco percorse quando, lasciando l'eremo di "Valle de Lacu",
decise di continuare la sua predicazione scendendo nei territori del
Molise.
Oggi il pellegrinaggio ha inizio con la solenne cerimonia religiosa
che ha luogo nella chiesa parrocchiale di Fornelli nella notte tra il 19 e 20
agosto. Conclusa la solenne cerimonia, i fedeli di Fornelli si mettono i viaggio
alla volta di Villalago. Sono più di cento capeggiati dal priore della
Confraternita di S.Domenico.
La comitiva si snoda lungo un tracciato ormai
collaudato, che evita il più possibile di percorrere le strade asfaltate.
Attraversa sentieri tra i boschi al confine tra l'Abruzzo ed il Molise e si
immerge nella natura incontaminata del Parco Nazionale d'Abruzzo.
Il
pellegrinaggio inizia il 19 agosto (23,00) dalla chiesetta di S.Maria Casali. A
mezzanotte, dopo aver ricevuto la benedizione nella chiesa di S.Pietro Martire,
i pellegrini partono. Vengono accompagnati fino all'uscita del paese da oltre
mille persone. Dopo aver attraversato il Comune di Cerro al Vorlturno (2,00), il
viaggio si interrompe per una breve sosta al bivio di Pizzone (5,00-6,00).
All'alba si riparte, le scorciatoie verso il lago della Montagna Spaccata sono
molto impervie a causa della fitta vegetazione che ha ostruito gli antichi
tratturi.Si arriva allo sbarramento del lago (8,30). L'attraversamento viene
fatto sulla diga, autorizzati ed accompagnati dal personale dell'ENEL (10,30).
L'attesa da l'opportunità di ricomporre il gruppo e di un breve riposo. Il
coordinatore Nicola Lancellotta conta i presenti, fa firmare il registro dei
"Pellegrini di Villalago" e si scattano alcune foto ricordo. Ore 11,00, si
riparte verso il centro abitato del Comune di Barrea dove si fa una breve sosta
(13,00-14,30). A gruppetti separati si arriva a Villetta Barrea (17,30), dove ci
si prepara per pernottare. Fino al 1998, i pellegrini passavano la notte nella
chiesa o nei giardini pubblici. Dal 1999, l'Amministrazione Comunale di Fornelli
fa montare delle tende all'interno del camping "Le Quite". All'alba (5,00) del
21 agosto si riparte e dopo una lunga ascesa si raggiunge Passo Godi (7,30),
dove si fa una breve sosta e colazione.
Alla periferia di Scanno si ricompone
il gruppo e si va in chiesa (12,00), il locale parroco da la benedizione e il
gruppo si scioglie momentaneamente per ricomporsi nei pressi del lago di Scanno
(16,00).
Si riparte
verso l'Eremo di San Domenico di villalago. Il gruppo dei pellegrini si
infoltisce di numerosi fornellesi giunti con pullman e macchine. Arrivati
all'Eremo (18,00), si entra nella chiesetta in ginocchio e si sosta in preghiera
per alcuni minuti. Terminata la cerimonia il gruppo si ricompone e si avvia in
processione verso Villalago.
All'ingresso del paese si incontrano con la
processione di Villalago. Come da cerimoniale tutti si fermano, avanzano prima
le croci delle rispettive confraternite fino a "baciarsi", quindi i due priori
si abbracciano, poi i sindaci e gli amministratori. In questo rituale c'è
idealmente l'abbraccio dei due popoli, uniti nel nome di S.Domenico. E' questo, probabilmente, il
momento di maggiore commozione per i tanti pellegrini fornellesi. Quindi le
processioni si uniscono e si dirigono alla chiesa per la funzione
religiosa.
La
giornata si conclude con il rito dell'accoglienza. Ai fornellesi vengono
consegnate buste con vivande per rifocillarsi. Successivamente vengono messi a
disposizione degli ospiti i locali comunali e quelli della canonica adiacente
chiesa.
Il giorno dopo, 22 agosto, a Villalago ha luogo la festa vera e
propria in onore di S.Domenico. Il momento
centrale della giornata è costituito dalla solenne processione. Nel pomeriggio i
fornellesi ripartono, molti con il desiderio di ripetere l'anno successivo
l'esperienza del pellegrinaggio, insieme devozione e voglia di natura.
Negli
ultimi anni i fornellesi che vanno a piedi in pellegrinaggio variano da 100 a
120 partecipanti. Coloro che raggiungono Villalago nei giorni 21 e 22 agosto con
pullman e auto vengono stimati in circa 500.
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